AREA NATURALE

AMBIENTI
L'Oasi si estende su una superficie di circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide a ridosso di un'area molto urbanizzata e industrializzata e costituisce uno dei più importanti programmi di gestione di aree boschive seguito dalla LIPU.

AREA UMIDA
L’area umida rappresenta certamente l’intervento di maggiore pregio sull’ambiente circostante. A seguito di uno studio di ingegneria naturalistica e della cantierizzazione dell’area durata circa un anno (1999-2000), questa porzione di oasi precedentemente occupata da prati a sfalcio, oggi ospita oltre 10 ettari di stagni sui quali è possibile avvistare migratori come l’Airone bianco maggiore o stormi di gruccioni. Oltre a queste presenze di pregio si possono osservare abitualmente germani e folaghe, Martin pescatore e Airone cenerino, e - a secondo della stagione - si avvistano nel canneto Tarabuso, Tarabusino e Nitticora.

IL QUERCO - CARPINETO
Il Querco-carpineto è un bosco residuale, un tempo tipico di queste zone di groana, che in oasi è stato battezzato “Bosco degli gnomi” per i programmi didattici che qui si svolgono. Carpini (Carpinus betulus) e querce(Quercus robur) sono le essenze che lo caratterizzano. Ma vi trovano dimora anche arbusti come il biancospino o la berretta da prete che arricchiscono il sottobosco. Tra gli ospiti abituali: picchi rossi, cinciarelle, fringuelli ma anche Scoiattolo rosso, Riccio e Minilepre. Caratteristici di altre porzioni di oasi sono betulle e felci, pioppi, ontani neri.

LA BRUGHIERA
La brughiera costituisce un habitat di pregio – poche infatti sono le brughiere site all’interno del Parco delle Groane – che prende il nome dalla pianta che lo caratterizza: il Brugo (Calluna vulgaris), un’essenza che ben attecchisce su terreni poveri e argillosi, una sorta di “pianta pioniera” che apre la strada alla colonizzazione dell’area da parte di altre piante (betulle e pioppi). Proprio per questo motivo la brughiera necessita di una manutenzione costante se si vuole evitare che queste stesse la chiudano poco a poco. Per ammirare la brughiera nel suo massimo splendore è bene visitarla nel mese di settembre quando la fioritura è all’apice e la radura si tinge di rosa e violetto.

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